VACANCY
(Vacancy)

Usa, 2006
Durata 1h e 20'

Genere
Horror

Regia

Nimród Antal

Produttore
Quentin Tarantino

Soggetto e Sceneggiatura
Mark L. Smith

Cast
Kate Beckinsale, Luke Wilson, Ethan Embry,
Andrew Fiscella, Dale Waddington Horowitz,
Kym Stys, Frank Whaley, Meegan Godfrey,
Caryn Mower

Recensione a cura di Anna Maria Pelella

 
 
 
David e Amy Fox, un coppia sull'orlo del divorzio, rimane in panne su una strada secondaria di notte, l'unica cosa da fare sembra essere quella di pernottare nel piccolo albergo là vicino. Una volta in camera, guardando un video inserito nel videoregistratore i due scoprono che quel film sembra girato nella stanza attualmente occupata da loro, e non si tratta di un film romantico…

Se c'è una cosa che i film horror dell'ultimo decennio ci hanno insegnato è che non è affatto prudente lasciare l'auto di notte, sia pure in panne; se poi nel raggio di dieci chilometri c'è solo un albergo, magari è meglio dormire per strada. Inoltre se per caso siete così temerari da entrare nell'albergo in questione, se appena varcate la porta sentite una donna urlare, magari è il caso di darsi alla fuga, ma se ancora non vi siete resi conto di essere finiti in un plot fatto con lo stampino ecco il tocco di innovazione: direttamente dal Giappone la videocassetta che è meglio lasciare nel videoregistratore, da non guardare in nessun caso.
Comincia così questo presunto horror estivo, che per la verità funziona più da manuale delle cose ovvie da evitare ad uso e consumo di tutti i futuri emuli di questa sciagurata operetta. Non sembra vero di trovarsi davanti a tale campionario di stupidità, stavolta sono tutti d'accordo a partire dal regista, allo sceneggiatore e giù fino agli attori, nessuno può avere un'idea originale, nè un guizzo di intelligenza. Il plot è gonfiato a dismisura per allungare i tempi di quello che avrebbe potuto essere agevolmente un telefilm, con lo stesso scarno potenziale di coinvolgimento.
Ovviamente nessuno dei temerari protagonisti ha il benchè minimo dubbio su quello che gli conviene fare, anzi è con una foga assai imbecille che i due si fanno preda di un manipolo di deficienti che inseguono le loro vittime armati di videocamera. E, ignorando tutte le migliaia di segnali che urlano prudenza, i due si mettono a fare illazioni sul fatto che magari se scappano daranno a vedere di aver mangiato la foglia e saranno inseguiti, come se l'intenzione dei loro aspiranti futuri assassini fosse quella di offrirgli rose e champagne. E nel più prevedibile degli sbocchi ecco che decidono di entrare più a fondo nel fabbricato, nelle poco accoglienti viscere di un motel che vorrebbe essere l'erede del Bates Motel, ma che paragonato a quello pare la casa degli orrori di un parco giochi assai demente. A questo punto la trama perde davvero ogni senso, come spesso accade nei film horror i due faranno tutto quello che non avrebbero dovuto, ma in questo caso col solo risultato di irritare lo spettatore che non riesce proprio a spiegarsi il motivo di tanta stupidità.
La povera Kate Bekinsale, altrove almeno più convincente se non proprio brava, getta semplicemente all'aria l'immagine duramente guadagnata con i vari Underworld e senza alcuna convinzione si fa piccola e stronza come una qualsiasi moglie americana insoddisfatta e preda di psicofarmaci. Luke Wilson, per la verità già avvezzo a pellicole poco incisive o comunque di poco spessore, qua tocca il fondo di una recitazione che mostra le corde già dal primo fotogramma, dove ancora non si capisce bene perchè lui ce l'abbia così tanto con la sua narcotizzata e poco disponibile moglie. Naturalmente le cose cambieranno appena i due annuseranno il rischio di non uscire vivi dal motel e di colpo si riscopriranno innamorati e disposti a ricominciare. Si potrebbe supporre che il senso di questa favoletta morale sia quello di suggerire che il pericolo cementa i matrimoni disastrati, ma quello che è certo è che nessuno sotto la minaccia di essere ucciso e filmato mentre muore ha il tempo e la voglia di decidere di dare una chance al proprio odiato compagno. Certo se l'intenzione per caso fosse quella di mettere l'accento sui pericoli di una deriva emotiva causata dalle possibili innumerevoli disgrazie che si possono abbattere su un matrimonio, il punto è che non bastano tutti gli psicopatici del mondo a riunire i cocci di vite provate dalla sfortuna. E se è di questo che vogliamo parlare l'unica reale sfortuna di questi tristi protagonisti è la loro assoluta stupidità di fronte a pericoli ben più reali di un branco di psicopatici affetti da manie voyeristiche.
In definitiva non c'è nulla di questo filmetto per l'estate che possa motivarne la visione, non un guizzo di originalità, né un briciolo di tensione. La trama è quanto di più prevedibile si possa immaginare, la recitazione a voler essere gentili è minimale, laddove non addirittura caricaturale e penso ai killer, quelli che dovrebbero metter paura ma che fanno addirittura ridere. La regia è piatta come non se ne vedevano da anni, insomma neanche un sapiente uso delle luci, magari una scopiazzatura da Lynch, o qualsiasi cosa possa elevare a dignità da cinema un esercizio di videocamera. Tutto sommato se proprio non si ha nulla da fare si può vedere questo film come un esercizio di ovvietà, magari giocando con gli amici a prevedere la prossima scena e sfido chiunque a non immaginarne ogni singolo fotogramma.

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Trailer (in italiano)

 



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