UN BACIO ROMANTICO
(My Blueberry Nights)

Cina/Francia, 2007
Durata 1h e 41'

Genere
sentimentale

Regia

Kar Wai Wong

Sceneggiatura
Lawrence Block, Wong Kar Wai

Fotografia
Darius Khondji

Cast
Natalie Portman, Norah Jones,
Jude Law, Rachel Weisz, David Strathairn


Recensione a cura di Anna Maria Pelella

 
E'sera, Jeremy sta pulendo il bancone del suo locale, mentre con la coda dell'occhio vede Elizabeth, una ragazza che si ferma a parlare con lui. Ha appena rotto col suo amore, lui ha un'altra e lei ha il cuore infranto e un desiderio di fuga che si traduce nel viaggio che la porterà a conoscere molte persone, le cui storie finiranno per influenzare la sua visione della vita, e Jeremy sarà là ad ascoltare il suo racconto.

Elizabeth è una ragazza semplice, con una storia finita ed un cuore a pezzi. Trascorre le sue serate in compagnia di Jeremy, un barman che cura i mali del cuore con la sua personale ricetta: una fetta di torta ai mirtilli. Tra i due si crea un legame, ma lei ha bisogno di andare, l'aria e l'esperienza sono tutto quello che la separa da una pacificazione col suo passato. A questo punto, prima di ogni lieto fine, è d'obbligo un viaggio. Un cammino di formazione attraverso il quale Elizabeth si darà nomi diversi e incontrerà persone che la aiuteranno a guardare fuori dal suo personale dolore.
Tutto qua, non ci sono grosse rivelazioni, nè sottotrame intricate.
Il film di ambientazione americana di Wong Kar Wai ha una sola e unica motivazione per essere ricordato: l'incredibile maestria con cui è girato.
La grossa capacità del regista cinese di raccontare storie di persone in cammino è già nota ai suoi estimatori. In questo ultimo lavoro siamo più dalle parti di Fallen Angels e di Chungking Express, che di In the Mood for Love, per intenderci. Ma questo semplificare i temi cari all'autore non toglie nulla alla rappresentazione, che da sempre è accuratissima e poetica come poche.
Anche se il plot attinge molto alle ossessioni americane, e ai modi che spesso oltreoceano si usa trovare per sfuggire il dolore, la modalità con cui il regista ci porta incontro all'ennesima storia piena di personaggi archetipi, è comunque originale e spesso lieve nella riproposizione di intrecci narrativi ormai abusati.
La costruzione dei legami che la protagonista intreccia durante il cammino è la parte più avvincente, come pure la caratterizzazione dei personaggi, anche se in maniera minore rispetto alle precedenti opere del maestro di Shanghai.
Le scenografie e le luci, da sempre marchio di fabbrica e bandiera della puntigliosità con cui Wong Kar Wai svolge il suo lavoro, sono qui rese patinate dall'ambientazione notturna e soffuse dalla volontà di smussare gli spigoli di una storia meno consistente del solito.
Se è vero che in Chungking Express la rappresentazione notturna e caotica aggiungeva calore ad una combinazione di storie improbabili, in questo My Blueberry Nights si avverte il desiderio di semplificare i contenuti, che però a tratti scivola un pò su una storia scarna e leggermente più lontana dalle passioni vere del regista.
La regia è comunque accurata e non risente in particolar modo di questo alleggerimento dei contenuti, e persino attori principianti, come la Jones alla sua prima prova, risultano convincenti in un quella perfezione stilistica che è di solito la recitazione nei film di Wong Kar Wai. Il racconto on the road in perfetto stile americano, con tanto di puntata a Las Vegas e giocatori sfortunati, è la prova del fatto che Wong Kar Wai può filmare qualsiasi cosa, anche se lontana dalle sue esperienze.
Certo la passione che si intravede solitamente nei suoi plot qui è tutta rinviata al finale, il meglio riuscito esteticamente da molti anni a questa parte. E se Jeremy ha pazienza da vendere e Elizabeth un mondo da scoprire, lo spettatore dovrà solo abbandonarsi alla poesia della rappresentazione e, per una volta rinunciare alla incredibile complicazione emotiva che solitamente condisce i lavori del maestro, qui in cerca di un comunque meritatissimo sdoganamento al di fuori dei confini nazionali.

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Trailer (in italiano)

 



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