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MAD DETECTIVE
(Shen Tan)
Hong Kong , 2007
Durata 1h e 29'
Genere
thriller
Regia
Johnnie To, Wai Ka-fai
Sceneggiatura
Wai Ka-fai, Au Kin-yee
Fotografia
Cheng Siu-keung
Cast
Lau Chin-wan, Andy On, Gordon Lam,
Kelly Lin, Lee Gwok-lun
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Recensione a cura di Anna Maria Pelella
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Bun è un poliziotto che
ha un particolare talento: riesce a vedere dentro le persone.
La sua capacità gli permette di capire come si sono svolti
i crimini in cui gli individui su cui si trova ad indagare
sono coinvolti. Ho, un ispettore dell'unità speciale anticrimine,
incaricato di indagare sulla scomparsa di un poliziotto la
cui pistola è stata utilizzata in alcuni omicidi, si rivolge
a Bun per chiedere il suo aiuto.
Bun vede i demoni che sono dentro chi gli sta vicino, e Ho
si affida a lui. Però il punto è che le persone che Bun vede
esistono solo all'interno di quelli su cui lui mette la sua
attenzione, e sono visibili a lui soltanto. Motivo per cui
spesso viene additato come folle.
Bun ha una moglie, che vede solo lui, e un'ex moglie che gli
altri possono vedere, e che parla di psicofarmaci e sedute
mancate dallo psicoanalista. Ho gli crede fino ad un certo
punto, ma poi gli sparisce la pistola e lui incomincia a dubitare,
del resto Bun ha visto la reale essenza di Ho: un bambino
spaventato. Quindi appena i due si mettono sulle tracce del
collega scomparso, la cui pistola continua a sparare, le cose
si complicano. Intanto perchè Bun è un personaggio difficile
da seguire, e poi perchè il compagno del loro collega scomparso
ha ben sette personalità dentro di sè che rendono imprevedibile
il suo comportamento. E sarà così, che tra poliziotti cattivi,
buoni e qualcuno anche un po' tardo a capire, che la storia
si confonderà un po' per strada. Le personalità interne ai
personaggi in verità sono anche più interessanti dei loro
involucri di facciata, che presto perderanno ogni caratteristica
per divenire dei semplici esecutori. E lo spettatore, inizialmente
intrigato, resterà in parte deluso dalle premesse superlative
di un lavoro svolto poi in maniera stranamente piatta.
Presentato come film a sorpresa della 64 Mostra di Venezia,
questo Mad Detective ha una trama intricata, che deve qualcosa
all'idea di base del "Nightmare Detective" del maestro Tsukamoto
Shinya, e una regia lontana anni luce dalle cose migliori
di Johnnie To. Il racconto è inizialmente interessante, l'idea
del detective che vede dentro le persone ha un sinistro fascino
e la recitazione di uno stropicciato Lau Ching Wan, con To
anche nel più riuscito "Running out of Time", riesce a rendere
bene la confusione che deve abitare la mente di chi vede più
degli altri.
Ma la regia fatica un po' a tenere testa all'idea originale,
che ad un certo punto diviene in parte caricaturale, complice
una rappresentazione in alcuni momenti grossolana, la quale
alla fine induce lo spettatore a chiedersi se non sia il caso
che Johnnie To torni ad una filmografia meno fitta, ma più
accurata.
La sceneggiatura incorre in alcune ingenuità a tratti imperdonabili
in un autore che ha all'attivo quasi cinquanta film, e il
ritmo incostante da un certo punto in poi, rende il racconto
stranamente poco avvincente.
Il reiterarsi delle situazioni, mostrate prima con e poi senza
i demoni, rende leggermente ridondante il tutto, col risultato
di appesantire una narrazione semplice, che vorrebbe sottintendere
delle complessità, di cui in verità non si ravvisano tracce.
La follia che fa capolino dietro le visioni di Bun è l'unico
tratto realmente interessante del plot, e lo spettatore, anche
se da subito messo sull'avviso da alcuni segnali, si potrà
divertire ad immaginare uno svolgimento parallelo che dia
ragione a Ho e induca Bun a tornare agli psicofarmaci.
Ma purtroppo il gioco dura davvero poco, ben presto i personaggi
mostrano un'inconsueta piattezza e le scene delle visioni
finiscono col risentire dell'eccessivo mostrare cose che meglio
sarebbe stato lasciar intuire.
La scena finale ispirata decisamente a "La Signora di Shangai",
è comunque molto più avvincente e serrata dell'intero film,
e ricorda allo spettatore i fasti del vecchio cinema di To,
che purtroppo al momento fatichiamo un poco a richiamare alla
mente.
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