L'UOMO CHE UCCISE LIBERTY VALANCE
(The Man Who Shot Liberty Valance)

USA, 1962
Durata 2h

Genere
western

Regia

John Ford

Sceneggiatura
James Warner Bellah, Willis Goldbeck

Cast
John Wayne, John Carradine, Edmond O'Brien,
James Stewart, Lee Van Cleef, Lee Marvin,
Vera Miles, Andy Devine, Woody Strode,


Recensione a cura di Ema

 
 
Senza soffermarsi sui particolari, quello che mi ha tanto colpito in questa opera è il dramma d'amore vissuto da John Wayne, invincibile cowboy e insuperabile pistolero; l'unico in grado di stare al passo con la pistola del famigerato bandito Liberty Valance. L'uomo perfetto dunque per la bella cameriera della "trattoria cittadina", alla quale intende chiedere la mano.
L'arrivo in città di un giovane e aitante damerino del nord, un avvocato inviato nel West per "fare pratica" sembra turbare le certezze del cowboy di sposare la ragazza, poiché quest’ultima rimane fatalmente attratta non solo dai modi gentili e raffinati del giovanotto, ma anche dalla sua cultura e dai suoi nobili principi, in netto contrasto con la brutale anarchia del West.
Anche Liberty Valance si interessa all'avvocato, tanto che dopo averlo rapinato al suo arrivo in città, inizia a provocarlo e a sfidarlo fino a costringerlo a battersi con lui. Ormai la bella cameriera non ha occhi che per il giovane, e John Wayne non sa darsi pace. Il cowboy aveva appena fatto costruire una camera in più nella sua casa, per coronare il suo sogno d’amore, ma adesso quell’ala gli sembra così inutile da rappresentare quasi il monumento della sua sconfitta.
La sera del duello, nel buio della strada, Liberty Valance scherza spavaldo con la sua pistola, coprendo di ridicolo il povero avvocato.
Il cowboy allora, nell’ombra, aspetta il momento giusto e fa fuoco con il fucile, freddando il bandito in modo da far attribuire il merito al giovane.
A questo punto si consuma il dramma vero, è il momento in cui la desolante angoscia nel cuore del cowboy trova sfogo. Mentre la città intera inneggia al giovane avvocato per aver ucciso Liberty Valance, John Wayne entra nel saloon e inizia a bere in modo isterico, folle. In pochi attimi la fiera espressione del grande uomo si trasforma in una maschera di sofferenza così atroce che il suo servitore lo deve caricare a forza sul carro, come un sacco di farina.
Pochi istanti dopo il cowboy giunge a casa scosso dagli spasmi, barcollante, e con la bottiglia ancora in mano si chiude nella stanza costruita per la sua amata e si getta la lanterna alle spalle, dando fuoco a tutto. Il servitore lo estrae dalle fiamme appena in tempo, e gli salva la vita.
La storia che segue è quasi scontata, l’avvocato grazie alla nuova popolarità, si fa strada in politica, anche se all’inizio è sul punto di rinunciare, sentendosi colpevole di omicidio. E’ a questo punto che il cowboy gli rivela tutto, aprendogli la strada verso Washington e verso la gloria.
Anni dopo, ormai Senatore e marito della bella cameriera, l’avvocato torna nel West per il funerale del cowboy e tra le lacrime racconta a chi gli domanda cosa ci fa un Senatore in un posto simile tutta la storia. Davanti alla tomba di quell’uomo fiero e leale, i giornalisti non osano pubblicare la verità e si ritirano. Sul treno del ritorno, il Senatore capirà che nonostante gli anni e nonostante la carriera, la sua fortuna è dovuta ad un avvenimento, che nel West risuona ancora come un l’eco di un terremoto: lui sarà sempre “L’uomo che uccise Liberty Valance”.

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Trailer (in inglese)


 



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