Cast
Will Smith, Salli Richardson, Alice Braga
Paradox Pollack, Charlie Tahan
Soggetto
dal romanzo "I'm Legend"
di Richard Matheson
Recensione a cura di Anna Maria Pelella
Nel 2012 un virus modificato
geneticamente con lo scopo di sconfiggere il cancro sfugge
al controllo e contagia il 99% della popolazione mondiale,
riducendola ad animali notturni a metà tra un vampiro ed uno
zombie. Il dottor Robert Neville è l'unico rimasto a New York
dopo l'evacuazione della città, durante la quale ha perso
moglie e figlia, e conduce esperimenti nella speranza di sintetizzare
un vaccino che possa curare la malattia.
Si può decidere di parlare di un film di cui esistono due
precedenti versioni ed un romanzo originale, senza tenere
conto dell'opera da cui è tratto e dei lavori che ne sono
stati ispirati in precedenza ? Forse no, ma sarebbe l'unico
modo per parlare senza pregiudizi di questo scempio operato
ai danni di uno dei più suggestivi romanzi di Richard Matheson.
Tralasciando per un attimo il romanzo, dal momento che spesso
ad Hollywood gli sceneggiatori usano stravolgerne i messaggi,
basti pensare a quello che è stato fatto ai danni di tutte
le opere tratte da libri di Philiph K. Dick, bisogna in primo
luogo dire che la leggenda del titolo non è più l'ultimo uomo
sulla terra, ma un eroe che si sacrifica perchè gli altri,
quindi non è per nulla l'ultimo, possano salvarsi dall'epidemia
che li avrebbe ridotti in zombie...come dite? Neanche nei
precedenti film erano zombie, accidenti si trattava di vampiri?
Ops, questo dettaglio deve essere sfuggito allo sceneggiatore,
o forse non solo non ha letto il libro, ma neanche ha guardato
i due film che ne sono stati tratti nell'epoca d'oro delle
trasposizioni che se non fedeli almeno non si fingevano tali.
Per chi si trovasse nella fortunata circostanza di non aver
mai visto L'ultimo Uomo sulla Terra, oppure Occhi
Bianchi sul Pianeta Terra, e magari neanche aver mai letto
il romanzo originale di Richard Matheson, posso tranquillamente
consigliare la visione di questo presunto adattamento fedele,
dal momento che non sapendo, esattamente come lo sceneggiatore,
potrà godere appieno di questo gustoso incrocio tra L'ombra
dello Scorpione e 28 Giorni Dopo.
Tutta la prima parte è incentrata sulla figura di Robert Neville,
tenente colonnello e scienziato a tempo perso, che tenta di
sintetizzare una cura per l'epidemia che ha colpito la popolazione
mondiale, dopo che un virus modificato geneticamente era sfuggito
al controllo infettando e modificando irreversibilmente le
caratteristiche dei colpiti. Il sopravvissuto lancia messaggi
via radio, parla col suo cane, e raccoglie cavie per continuare
ad avere uno scopo. E fin qua il film regge eccome, Will Smith
e Sam, il cane più espressivo dopo Rin Tin Tin, sono una coppia
davvero affiatata e lasciano passare la prima ora senza che
lo spettatore abbia mai uno sbadiglio. Gli infetti corrono
un pò nello stile di quelli di 28 Giorni dopo e relativo sequel,
però hanno anche la fotofobia tipica dei vampiri, e in particolare
sembrano più i selvaggi di Fantasmi da Marte. Le trappole
e i giri in macchina, leggermente ispirati ai precedenti film,
fanno il loro effetto e la recitazione di Smith convince nel
momento stesso in cui lui finalmente rinuncia alle espressioni
macchiettistiche e lascia trapelare una recitazione misurata
e decisamente adatta alla parte.
Ma nella seconda parte, al sopraggiungere di Anna, la sceneggiatura
intensifica la sua parentela con la famosa storia di Stephen
King e si imbeve dei deliri religiosi di gran moda nell'America
di Bush jr. Anna è una provvidenziale infermiera che salva
Neville e va in giro in missione per conto di Dio del quale
sente la voce. Si fosse trattato di un film europeo Anna sarebbe
stata internata, ma nell'America di Bush jr. Dio parla molto,
in alcuni casi anche a sproposito, spesso quando a sentire
è l'orecchio presidenziale, e qui non solo ci dice che esistono
altri sopravvissuti ma ci da anche l'indirizzo, una comune
nel Vermonth. Neville, amante di Bob Marley e presumibilmente
senza dio non le crede, ma lei ovviamente avrà ragione, del
resto gliel'aveva detto Dio, fosse stato così preciso sulle
armi di distruzione di massa adesso esisterebbe ancora l'Iraq
come lo conoscevamo.
Ed è così che un presunto adattamento fedele di un romanzo
immortale diviene semplice propaganda per i valori della nazione
più potente della terra, che è attualmente guidata da uno
che sente la voce di Dio. Neville decide per un sacrificio
assolutamente immotivato, nello spirito dei valori cristiani
che affogano tutta la poesia della prima ora di film, e allo
spettatore non resta da fare altro che sorvolare sulla palese
incongruità del finale di un lavoro che pare girato da due
persone diverse.
Un vero peccato perchè la prima ora lasciava sperare, se non
in un adattamento fedele, almeno in un discreto film, con
in più la sorpresa di una onesta recitazione, mentre il finale
finto religioso e del tutto inspiegabile lascia lo spettatore
disorientato e preda del fastidio che prende chiunque avverte
una manipolazione del tutto gratuita ai propri danni.
Detto questo mi duole precisare che quelli che invece il romanzo
lo hanno letto e hanno magari pure visto le trasposizioni
di Ubaldo Ragona e Boris Sagal dovrebbero astenersi dalla
visione o per lo meno avvicinarsi al film come se fosse una
sceneggiatura originale che casualmente porta il nome dell'immortale
romanzo di Matheson.
|
Trailer (in italiano)
Dal romanzo di Matheson
OCCHI BIANCHI SUL PIANETA TERRA
(The Omega Man)
Usa, 1971
Durata: 1h e 35'
Regia
Boris Sagal
Sceneggiatura
John William Corrington,
Joyce Hooper Corrington
Cast
Charlton Heston, Anthony Zerbe,
Rosalind Cash, Paul Koslo
L'ULTIMO UOMO SULLA TERRA
Italia, 1964
bianco e nero
Durata: 1h e 26'
Regia
Ubaldo Ragona
Sceneggiatura Furio M. Monetti
Cast
Vincent Price, Franca Bettoja,
Emma Danieli,Giacomo Rossi Stuart,
Aldo Silvani, Umberto Raho,
Christi Courtland, Antonio Corevi,
Ettore Ribotta, Franco Gasparri