FUR - UN RITRATTO IMMAGINARIO DI DIANE ARBUS
(Fur - An Imaginary Portrait of Diane Arbus )

USA, 2006
Durata 2h

Genere
drammatico / biografico

Regia

Steven Shainberg

Cast
Nicole Kidman, Robert Downey Jr., Ty Burrell,
Harris Yulin, Jane Alexander, Emmy Clarke,
Marceline Hugot, Emily Bergl, Mary Duffy

Soggetto
liberamente ispirato dalla biografia di
Diane Arbus scritta da Patricia Bosworths

Recensione a cura di Silvia

Diane (che si pronuncia Dìan e non Daian), figlia di una facoltosa coppia di pellicciai, sposata e con due bambine, fa da assistente al marito Allen, fotografo di moda.
Ogni suo dovere lo compie in doveroso silenzio, sorridendo, ma nascondendo un qualcosa che neppure lei sa ancora di avere, un disagio quasi incontenibile la cui natura non riesce a giustificare.
Soffre d'insonnia, l'amore del marito e delle figlie evidentemente non le basta e certi suoi strani comportamenti la fanno sembrare a tutti una donna fuori dagli schemi. È fondamentalmente insoddisfatta, consapevole che nella sua vita qualcosa non vada come dovrebbe.
L'incontro con Lionel (Robert Downey Jr.), suo vicino di casa affetto da ipertricosi, la trasporta in un mondo a lei sconosciuto che la spaventa ma le piace, che l'attrae lentamente e incessantemente, allontanandola da quello che è sempre stato il suo mondo, ma a cui ha sempre saputo di non appartenere.
Ed eccola ritrovarsi in una sorta di piscina, pronta a farsi sedurre da Lionel in modo del tutto platonico e poi ad incontri e feste con giganti, nani, nudisti, gemelle siamesi e donne senza arti.
Nicole Kidman è perfetta nell'interpretare l'inquietudine e il disagio di una donna fuori posto tra la gente normale, attratta dal diverso e dall'insolito. Sarà l'universo dei "freaks" che celebrerà e immortalerà con la sua macchina fotografica a renderla una delle più grandi fotografe dell'epoca, ancora oggi discussa, studiata, ammirata.
Lionel completamente ricoperto di peli da ricordare, nel vederli insieme, la Bestia con la sua Bella, sarà per Diane un mentore, un amico, uno scrutatore di anime.
E Diane sarà un'allieva perfetta.
Il film non ripercorre l'intera vita di Diane Arbus, morta suicida nel 1971, ma spiega, in modo simbolico e visionario, il suo approccio alla fotografia.
Robert Downey Jr. di cui si intravede il volto solo alla fine, dopo un'accurata e lunga depilazione (forse una scena kitsch che si poteva risparmiare) ha una buona padronanza scenica, di tutto rispetto se si pensa alla vita dissoluta che tanto fa parlare di sé, il che è un vero peccato perché il talento è indiscusso, leso solo dagli eccessi in cui si è crogiolato.
Steven Shainberg è stato senza dubbio coraggioso discostandosi dal cinema commerciale americano per raccontare una favola tinta di nero avvolta da un morboso alone di anormalità. La sua regia è raffinata, elegante, trascina gradatamente e con lentezza seduce.
Il film, presentato nel 2000 alla prima Festa del Cinema di Roma, nonostante il consenso della critica, non ha successivamente avuto i riscontri sperati eppure, anche se non entrerà nella storia, merita di essere visto. Forse non rivisto in seguito, ma almeno una volta, una soltanto, fatevi trasportare in un mondo che non c'è, dove realtà e fantasia si confondono, dove ogni forma di normalità viene sovvertita.
Shainberg non racconta una storia vera, la immagina soltanto, omaggiando una grande artista con una visione onirica sicuramente lontana dalla realtà.
Così come il messaggio che si legge tra le righe è completamente diverso dai soliti cliché: "scopriamo le nostre paure e invece di combatterle, amiamole".

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Trailer (in italiano)


Alcuni scatti di Diane Arbus

Curiosità

- Sopra l'appartamento di Diane Arbus, nella realtà abitava Ali McGraw la protagonista di Love Story

- Il vero cognome di Diane è Nemerov, Arbus è quello del marito che ha sempre mantenuto anche dopo la separazione.

- Alla celebre foto Twins si è ispirato Stanley Kubrick nel film Shining per le scene con le apparazioni delle gemelline Grady.

 


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