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FUNERAL PARTY
(Death at a Funeral)
Gran Bretagna/Germania/Stati Uniti d'America, 2007
Durata 90'
Genere
commedia/drammatico
Regia
Frank Oz
Sceneggiatura
Dean Craig
Fotografia
Olivier Curtis
Cast
Matthew Macfadyen, Rupert Graves,
Alan Tudyk, Daisy Donovan,
Kris Marshall, Andy Nyman,
Jane Asher, Keeley Hawes,
Peter Vaughan, Ewen Bremner
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Recensione a cura di Anna Maria Pelella
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La mattina del funerale di suo padre Daniel si trova a dover fronteggiare una serie di contrattempi, dallo scambio del cadavere, alla deriva psichedelica del fidanzato di sua cugina, passando per il tentativo di ricatto che subisce da un buffo personaggio che arriva a casa sua munito di foto compromettenti che lo ritraggono in compagnia del defunto...
Fatto salvo il concetto di onore ancora vivo in qualche lontano
paesino del nostro entroterra dove non si è vista neanche
l’ombra della rivoluzione sessuale, esiste un solo altro posto
in Europa dove un padre direbbe alla figlia trentenne “non
sei obbligata a sposarlo solo perchè sei incinta, troveremo
una soluzione” e quel posto è l’Inghilterra. Il regno
dell’apparire viene scosso dalle fondamenta in questo delizioso
filmetto, dove salme vengono scambiate e nani vanno in giro
per funerali con in tasca foto compromettenti del defunto.
La casa si trasforma in un luogo che assomma in se le peggiori
fantasie di onta sociale e dove il rigido fidanzato della
cugina, già odiato dal suocero si trasforma in un nudista
depresso che minaccia il volo dal tetto mentre dentro è in
scena l’orazione funebre.
Il cugino farmacista si scopre essere un chimico degli allucinogeni
che sostituisce il valium, merce preziosa ai funerali, con
una manciata di pillole rosa dall’effetto cosmico. Ecco così
cadere le prime vittime, dopo il fidanzato non all’altezza
di sua sorella, abbiamo nell’ordine il nano ricattatore, che
casca dal divano mentre ci balla su legato come un salame
e lo zio rompiscatole, in sedia a rotelle che urla di aver
visto un cadavere, ma forse ha anche ragione, chissà.
Mentre Daniel cerca di tenere a bada il panico per il fatto
di dover declamare un’orazione funebre che sa di essere soporifera,
in competizione col poema che avrebbe scritto il fratello
Robert, scrittore di fama, le rogne si allineano alla porta
provocando una valanga di caos, che manco in un incubo ci
si sarebbe sognati di immaginare. Sua moglie, continuamente
beccata dalla vedova, lo insegue per tutta la casa intimandogli
di inviare la caparra per una casa che lui non potrà mai pagare,
e suo fratello con cinico distacco lo avverte che dovrà provvedere
da solo al costo del funerale.
La maschera imperturbabile con la quale Daniel accoglie ogni
colpo che gli arriva allo stomaco sarebbe impensabile in una
ambientazione diversa da questa, gli inglesi si sa hanno self
control, e hanno pure il panico che i loro begli altarini
vengano messi in piazza, o che la cugina si sposi incinta,
per tacere dell’effetto che fa l’idea di un nano seduttore
dell’anziano patriarca le cui imprese vengono rese pubbliche
durante il funerale.
Certo è il particolare amore per la privacy e l’aborrire ogni
scandalo tipici dello stile di vita inglese a rendere esilarante
l’intera situazione, che ci si immagina meno divertente in
una città italiana dove non importerebbe a nessuno né dell’attività
extraconiugale del defunto né dei figli concepiti fuori da
matrimoni disapprovati da papà. E’appunto questo il debole
del film, il suo essere terribile solo all’interno dei confini
culturali a cui si riferisce.
Gli attori sono maschere di stupore molto efficaci, dalla
fissità del fidanzato allucinato, alla posa da seduttore di
provincia di Justin, un esilarante Ewen Bremmer visto in Traispotting
ed in Snatch sempre con la stessa fanciullesca espressione
dipinta in volto. La scenografia e le luci sono efficaci nel
rendere la tragedia del caos che si svolge più nel cuore che
nella casa, e la regia segue con affetto i poveri sfortunati
attori del dramma dell’ipocrisia sociale.
In definitiva si tratta di un film senza grosse pretese che
se visto senza troppe aspettative potrà senz’altro ispirare
più di un affettuoso sorriso.
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Trailer (in italiano)
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