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DRACULA
(Bram Stoker's Dracula)
Usa, 1992
Durata 2h e 10'
Genere
horror
Regia
Francis Ford Coppola
Cast
Gary Oldman, Winona Rider, Anthony Hopkins,
Keanu Reeves, Richard E. Grant, Cary Elwes
Soggetto
dal romanzo "Dracula" di Bram Stoker
per maggiori info: ...il
piacere della lettura
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Recensione a cura di Anna Maria Pelella (spoiler)
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Jonathan Harker viene inviato
in Transilvania a trattare la vendita di proprietà immobiliari
nel centro di Londra, per conto della sua agenzia ad un nobile
del luogo. Facciamo così la conoscenza di Dracula, icona del
cinema e della letteratura, che per ricambiare la gentilezza
imprigiona il malcapitato e va a Londra usando le proprietà
immobiliari come base per il suo regno del terrore. Mina,
la fidanzata di Harker dapprima se ne innamora e poi, dopo
la morte della sua migliore amica per mano del conte, contribuisce
alla sua cattura ed al suo annientamento.
In principio fu Nosferatu, quello di Murnau nel 1922, con
Max Schreck, icona dell'orrore nel cinema muto. Poi nel 1931
venne il Dracula della Universal, con Bela Lugosi che ci informava
che lui non beve mai… vino. Nel 1958 il Dracula della Hammer
con Christopher Lee, inquadrato dal basso sulla scala e nel
quale incredibilmente Jonathan Haker finisce ucciso dalle
spettrali sorelle, in diretta concorrenza col Dracula di Tod
Browing, ancora Universal e sempre con Lugosi. Nel 1979 abbiamo
l'incredibile Dracula del sabato sera, quello di John Badham
con Frank Langella, fascinoso e poco spaventoso, e con Laurence
Olivier che fa Van Helsing. Passando attraverso il Dracula
di Andy Warhol per la regia di Paul Morrissey con Udo Kier,
da allora in poi in quasi tutti i film di vampiri fino ad
oggi, senza distinzione di plot o di qualità, a lui basta
esserci.
Per arrivare al Dracula di Dan Curtis, sceneggiato da Matheson
con Jack Palance, o a tutta la serie di spose di Dracula,
figlie di Dracula, Dracula morti e contenti, Dracula contro
Frankenstein, o magari Baci di Dracula fiction all'italiana
con Stefania Rocca e Giancarlo Giannini in un'interpretazione
alimentare. Una menzione a parte merita il Dracula
di Jess Franco quasi originale, già autore di precedenti adattamenti
con il sottotesto più saffico della serie. Da allora in poi
tutta una serie di film su contesse Dracula, con in testa
Ingrid Pitt che fa una Bathory apocrifa, Vlad principe delle
tenebre, e su Dracula 2000, 3000, e per finire Dracula Legacy.
In mezzo a tutte queste pellicole il Dracula di Coppola, si
erge maestoso ed insuperato ancora oggi, che di vampiri originali
e taroccati ne vediamo da non poterne più. Intanto perché
bisogna dire che fino a prima del Bram Stoker's Dracula, che
comunque rimane di Coppola e non proprio di Stoker, si poteva
ancora dire qualcosa sul vampiro più famoso della storia del
cinema e della letteratura. Ma quando Coppola ha deciso di
mettere mano al mito, ecco che nessuno può pensare, almeno
a tutt'oggi, di aver ancora da inventare per raccontare una
storia che ormai conoscono pure i bambini.
Visivamente il Dracula di Coppola è il più accurato di tutta
la storia del cinema, le soluzioni di regia e la fotografia
visionaria lo rendono indimenticabile dal punto di vista delle
immagini, e la personalissima tecnica di Coppola riproduce
l'estetica barocca del romanzo come nessuno mai prima né dopo
di lui. Il gotico del racconto straborda dalle paurose immagini
dello sbarco del conte in Inghilterra sotto forma di lupo,
che seduce subito Lucy e tutti gli spettatori con la complicità
di una fotografia che tocca direttamente l'anima.
Un Gary Oldman bravissimo e molto seducente va a spasso per
la Londra vittoriana godendosi le nuove meraviglie tecnologiche
come il cinematografo, sconosciute là nelle fredde lande da
cui proviene, del resto "Transilvania non è Inghilterra" come
tiene subito a specificare il conte più longevo della storia
del cinema. A passeggio per la città incontra una Mina che
somiglia alla sua Elisabeta, e qua il plot si discosta un
bel po' dal romanzo, scarto che aggiunge in parte spessore
alla storia e rende fascinoso un personaggio che in origine
era la rappresentazione del male assoluto e che ora trova
una motivazione alla dannazione che lo rende umano.
Mina è una Winona Ryder mai più così composta e signorile
che si innamora della parte giovane del conte e della sua
educazione retrò, "un principe niente meno" dice lei "io sono
il vostro servo" ammicca lui e da allora per il povero Jonathan
Harker, un Keanu Reeves prima di Matrix e meno imbalsamato
del solito, sarà dura combattere le arti magiche di Dracula.
Le strabilianti prove di recitazione dell'intero cast contribuiscono
non poco al successo di questo film per molti versi perfetto.
Penso ad un Tom Waits che crea il Renfield meglio riuscito
che si sia visto, e Anthony Hopkins che dà vita al Van Helsing
più cafone dell'intera filmografia su Dracula. Sono lontani
gli anni in cui Peter Cushing ci spiegava che Dracula è il
male, adesso Van Helsing ci racconta che Lucy non è "una vittima
inconsapevole, ma una sfrenata seguace, anzi una volenterosa
adepta" con un fare così volgare da mettere i brividi. Del
resto è con la stessa finezza che informa Mina della sorte
toccata alla povera Lucy, "ha sofferto?" chiede lei "si ha
sofferto, ma poi le abbiamo tagliato la testa e bruciato i
resti e adesso è in pace" spiega lui, e a noi come a Mina
passa immediatamente l'appetito, anche perché questo delizioso
scambio di battute è accompagnato sadicamente dalle immagini
in cui Coppola ci mostra il tutto, con una vena leggermente
ironica nel montaggio che contribuisce non poco al permanere
nella nostra memoria delle scene in questione.
Il resto è storia, la scena dell'impalamento di Lucy appartiene
al mito e come quella dell'emersione dal fiume di Willard
anni prima, è montata al contrario creando un effetto magico
a cui è difficile resistere. Coppola affina una tecnica già
di per sé perfetta, con l'esperienza e con l'aiuto di piccoli
espedienti tesi a sottolineare e mai ad urlare le emozioni,
affinché possano permanere anche dopo la fine del film. Tutto
sommato trovandoci di fronte ad un'opera di tale bellezza
che sfiora la perfezione, si può perdonare il vezzo di nominare
il film Bram Stoker's Dracula, dal momento che se non proprio
di Stoker, Coppola col suo lavoro ci regala sicuramente allo
stato attuale il Dracula definitivo.
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Filmato
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