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DISTURBIA
(Disturbia)
USA, 2007
Durata 1h e 44'
Genere
thriller
Regia
D. J. Caruso
Cast
Shia LaBeouf, Sarah Roemer, Carrie-Anne Moss,
David Morse, Aaron Yoo, JosePablo Cantillo,
Matt Craven, Viola Davis, Brandon Caruso,
Luciano Rauso, Daniel Caruso, Kevin Quinn,
Elyse Mirto, Suzanne Rico, Kent Shocknek
Soggetto
ispirato al celebre
"La Finestra sul Cortile" di A. Hitchcock
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Recensione a cura di Anna Maria Pelella
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Kale è agli arresti domiciliari
per aver colpito il suo professore di spagnolo. Dopo che la
madre gli ha staccato tutte le droghe: internet, playstation
e via così, si procura un grosso binocolo e si mette a spiare
i vicini. Tra una sbirciatina alle grazie di Ashley sua coetanea
recentemente deportata là da un padre con cui va poco d'accordo,
e una al metodico ometto di fianco che falcia il prato, incappa
in Mr. Turner, silenzioso quanto inquietante personaggio con
l'abitudine delle belle donne.
E piano piano si convince del fatto che lui possa essere la
causa di molte sparizioni avvenute nella zona, nel frattempo
Turner fa amicizia con sua madre, la quale lo invita a casa…
Ogni venti anni circa qualcuno rifà un film di Hitchcock.
In testa alla classifica abbiamo De Palma che è l'omaggiatore
ufficiale del maestro e che in ogni caso i primi dieci minuti
di film li rifà benissimo, seguono a ruota tutta una serie
di filmetti che sfiorano di lato i plot del grande regista
e vivono di luce riflessa grazie al fatto che le nuove generazioni
conoscono poco la sua opera.
Premesso questo bisogna però dire che questo rifacimento de
La Finestra sul Cortile, ci pare assai più simile ad Ammazzavampiri,
sia per plot che per caratterizzazione dei personaggi, basta
sostituire vampiro con psicopatico assassino e il gioco è
fatto.
A questo punto, tenendo presente che le nuove generazioni
magari non hanno visto nemmeno quello, possiamo dire che questo
filmetto apparirà innovativo ed intrigante.
Ed è sicuramente intrigante tutta la parte iniziale in cui
mettiamo costantemente in dubbio lo stato mentale di Kale,
che nel prologo perde il padre in un incidente d'auto in cui
lui stesso era alla guida, e per questo sembra sempre sull'orlo
di una crisi di nervi. Crisi dapprima provocata deliberatamente
dal suo antipatico insegnante urtato dal fatto che il ragazzo
dormisse durante la sua lezione e che successivamente viene
sottilmente stimolata dalla reclusione e dalla (para)noia.
I precedenti cinematografici sono molti e tutti, dai più illustri
fino a quelli derivativi vogliono che il guardone di turno
una qualche sorta di ragione ce l'abbia, infatti scopriamo
subito che Turner non è il vicino di casa che vorremmo. Soprattutto
se dopo le cene in compagnia di belle signore che di tanto
in tanto si concede, porta fuori grossi sacchi di spazzatura
che in alcuni casi perdono fluidi e se le donne che si porta
a casa somigliano un pò a quelle del telegiornale della sera
successiva.
Ma poco importa, ecco quindi il nostro eroe ed il suo amico
poco sveglio ma ansioso di dare una mano, in altri momenti
sarebbe stato di colore ma adesso è di moda l'asiatico, che
si mettono a pedinare col telefonino un sospetto psicopatico,
e nei tempi morti riescono pure ad attirare l'attenzione della
bellezza di turno che abita a fianco. Dapprima lei pensa ad
un nuovo espediente per arrivare là dove nessuno è mai arrivato
prima, ma poi si ricrede e spia per conto terzi lo psicopatico,
che naturalmente se ne accorge e allora...va bene mi fermo
qui tanto direi che il finale si può facilmente dedurre anche
senza aver visto l'originale o un campione a scelta tra gli
emuli.
È pur vero che la recitazione non è affatto male, Shia LaBeouf,
già Chass Kramer in Constantine, da poco Sam in Transformers
e prossimamente nel nuovo Indiana Jones, è abbastanza convincente
sia quando cerca di assaltare la bella Ashley, che quando
si fa prendere da un attacco di paranoia e spia Turner con
binocolo e videocamera. Le scene iniziali della sua reclusione
ricordano un po' quelle di Risky Business, con un Tom Cruise
adolescente che gira in mutande e mangia porcate, ma questa
deve essere ancora oggi la principale occupazione dei ragazzi
americani lasciati da soli in casa.
David Morse già in Dancer in the Dark, Cuori in Atlantide
e Double Vision è un convincente psicopatico, anche se tentando
la carta di una recitazione ispirata ad Anthony Hopkins/Hannibal
Lecter finisce per offrire una prova non esattamente personale.
Carrie Anne Moss, che sarà per sempre Trinity e nessun'altra,
risulta comunque abbastanza a suo agio nel ruolo della madre
un po' stronza e molto poco attenta alle paranoie adolescenziali
del suo pargolo. La regia è pulita e un po' da telefilm, ma
del resto è di quello che principalmente Caruso si è finora
occupato.
Direi che si possa definire questo film una buona approssimazione
di thriller per adolescenti, in attesa che decidano magari
di recuperare qualche classico, così tanto per conoscere il
vero significato della parola tensione.
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Trailer (in italiano)
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