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Sono andata a vedere questo film in
una piovosa domenica pomeriggio, immaginando da subito che
non facesse per me.
Quello è un filone "giovanile", mi dicevo, e io sono a metà
strada tra i 30 e i 40. Tutto mi separava da questo film,
tranne la mia nipotina tredicenne e la sua cotta per Vaporidis.
Eccovi quindi il resoconto di quel pomeriggio autunnale,
triste e piovoso, inutile come una barretta di cioccolato
ipocalorico.
Eccomi lì, a far la fila tra ragazzini e ragazzine, tenendo
mia nipote al guinzaglio per il cavetto dell'Ipod, in attesa
dell'inizio dello spettacolo.
Siore e siori, venghino, che lo spettacolo inizi!
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Roma. Giorni d'oggi.
Giada è una secchioncina decisamente bruttarella, che esprime
la propria infelicità con una dose decisamente eccessiva
di acrimonia nel criticare la realtà che la circonda. Insomma,
a Giada le varie letterine, veline e "mercificazioni del
corpo femminile" non piacciono… forse anche perché lei,
da quel mondo, sembra esclusa senza speranza. La volpe e
l'uva, insomma!
Per mantenersi agli studi, in cui eccelle, Giada lavora
in una trattoria come cameriera e il suo guardaroba non
tiene conto della moda nemmeno per snobbarla.
Dato che il lavoro da cameriera non basta a mantenerla agli
studi, decide di dare ripetizioni, circostanza grazie alla
quale conoscerà Riccardo.
Riccardo è il concentrato di quello che Giada odia e che
qualsiasi essere di sesso femminile tra i 15 e i 20 anni
ha amato almeno una volta, facendosi del male. Il "fighetto"
della compagnia. Quello bello, ricco, motorizzatissimo,
con una casa in centro e un sacco di amici superficiali
ed eleganti.
Le ragazze se lo contendono e gli amici gli stanno attorno
per beneficiare dei suoi successi mentre lui, figlio sfaticato
di un ricco imprenditore, vivacchia sulla cresta di un'onda
di superficialità che lo porta a frequentare i posti "giusti",
la gente "giusta" e fare le cose "giuste". Carino, attraente
e superficiale, il nostro vive una dimensione di sballo
che atterrisce.
Le feste cui partecipa non finiscono mai senza sesso occasionale.
"Ricky" beve, sniffa e poi guida una rombante BMW con a
fianco la bella di turno. Né la circostanza viene particolarmente
demonizzata, nell'economia del film. Sembra che sia tutto
abbastanza normale. Non c'è moralismo, e questo potrebbe
essere un bene, e non c'è condanna.
Ma soprattutto, non c'è conversione finale.
O per lo meno. Se uno dei due si converte, è la Cenerentola/Giada
che scopre come - una volta saliti sulla giostra dell'apparenza
- scendere costi tantissimo.
Il film è allettante, ben curato. La musica è orecchiabile,
i protagonisti bellocci, la trama non troppo scontata.
Ciononostante, mi è sembrato… sapete quei bellissimi pacchi
regalo che mettono nelle vetrine sotto Natale? Confezioni
stupende, fiocchi smisurati, carta patinata…
…ma dentro?
P.S: la battuta più bella del film viene da uno spettatore
seduto dietro di me. Alla "tirata" di Riccardo che, brandendo
una manciatona di Euro, rinfaccia drammaticamente al padre:
"Questi non fanno da padre!", lo spirito arguto del mio
vicino rispose: "Beh.. da padre no, ma da zio volentieri…!!"
Ho riso 5 minuti e mezza sala con me!
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