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COLAZIONE DA TIFFANY
(Breakfast at Tiffany's)
Usa, 1961
Durata 1h e 55'
Genere
Commedia
Regia
Blake Edwards
Sceneggiatura
George Axelrod
Fotografia
Franz F. Planer
Musica
Henry Mancini
Cast
Audrey Hepburn, George Peppard,
Patricia Neal, Buddy Ebsen
Soggetto
Dal romanzo di Truman Capote
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Recensione a cura di Silvia
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E' proprio vero che ci
sono film destinati a vivere in eterno e altri a passare presto
nel dimenticatoio, "Colazione da Tiffany fa parte della
prima categporia.
Sfido chiunque a non averlo visto nemmeno una volta e a non
aver sognato sulle note di Moon River, celeberrima canzone
di Henry Mancini.
Forse però non tutti sanno quanto il film si discosti
dal romanzo, di come fermamente Capote volesse Marilyn Monroe
nel ruolo di Holly e di come storse il naso alla visione di
un happy end e delle numerosi variazioni apportate alla trama
e alla caratterizzazione dei personaggi.
Holly è una giovane e affascinante donna, eccentrica
ed estroversa, desiderosa di trovare un marito ricco e facoltoso
che le permetta ogni lusso, in primis di entrare a testa alta
da Tiffany con il portafoglio pieno, quando invece, in banca,
ha a malapena 20 dollari.
Nel suo futuro vede la praticità e la convenienza,
la sicurezza economica e non c'è spazio per i sentimenti.
A vivere sopra il suo appartamento arriva un giorno uno scrittore
squattrinato, Paul, privo di ispirazione, che a suo volta
per sbarcare il lunario si fa mantenere da una ricca signora
in cambio di qualche attenzione notturna.
Paul resta subito incantato dalla dolce follia di Holly, dalla
sua mancanza di equilibrio, dai suoi discorsi sconclusionati.
E quando si provano simili sentimenti per una donna che ha
più di una rotella fuori posto, senza dubbio c'è
in ballo l'amore.
Il loro rapporto sembra fortificarsi in più di un'occasione,
ma sempre, l'instabile protagonista, interpretata da una perfetta
Audrey Hepburn, trova una scusa per allontanarsi da lui, per
essere felice con un uomo che nemmeno ha il coraggio di presentarla
ai suoi genitori, ma è disposto a rimpinzarla di soldi
e gioielli. Questo può bastare per renderla felice?
Alla fine del romanzo Holly parte per il Sud America lasciandosi
l'amore alle spalle, ma nella pellicola c'è il ripensamento,
il bisogno di uscire dalla gabbia di finzione in cui ha voluto
vivere per scegliere finalmente la strada del cuore. Blake
Edwards ci regala un bellissimo bacio sotto la pioggia con
un gatto bagnato tra le braccia della protagonista e il presagio
di un roseo futuro.
Insomma, niente lacrime alla Capote, e altro particolare ommesso
è la bisessualità della protagonista che a un
certo punto convive con una modella, la quale, nel film, fa
solo una breve apparizione durante un party.
Il dramma lascia spazio alla commedia romantica e per quanto
dell'originale messaggio resti ben poco, "Colazione da
Tiffany" è un film delizioso, affatto superficiale,
che scruta le anime perse di due esseri che non sono nessuno,
ma che riscoprono il diritto di fare delle loro vite qualcosa
di bello. E di farlo insieme.
Holly poi, è una donna decisamente attuale, piena di
fragilità e insicurezze, abbagliata dagli scintillii
della ribalta, ma in fondo, conscia di cosa valga veramente.
Come diceva la Hepburn, "chi non crede nei sogni, non
è realista per niente".
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Riconoscimenti
Premio Oscar 1961
"Migliore colonna sonora"
Premio Oscar 1961
"Miglior canzone" (a Moon River di Henry Mancini)
David di Donatello 1962
"Miglior attrice"
La Battuta
"Non permetterò a nessuno di mettermi in gabbia".
"Non voglio metterti in gabbia, io voglio amarti".
"E' la stessa cosa".
Dice Audrey Hepburn
"Non avevo nulla in comune con Holly, ma
intuivo che potevo caratterizzarla. Sapevo che sarebbe stato
difficile, ma avevo voluto lo stesso la parte. A quel tempo
dovevo essere anche un pò impudente. Ma come neo mamma mi
sentivo più selvaggia che mai"
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