BIG FISH - le storia di una vita incredibile
(Big Fish)

USA, 2003
Durata 2h e 05'

Genere
fantastico / drammatico

Regia

Tim Burton

Fotografia
Philippe Rousselot

Musiche
Danny Elfman

Cast
Ewan McGregor, Albert Finney, Billy Crudup,
Alison Lohman, Marion Cotillard, Jessica Lange

Soggetto
liberamente ispirato a
"Big Fish" di Daniel Wallace


Recensione a cura di Silvia

«In genere chi racconta una storia la racconta senza fronzoli, il che è meno complicato, ma è anche meno interessante.»

In questa frase si riassume la concezione della vita secondo Edward Bloom, un cantastorie, un racconta balle per qualcuno, in realtà un uomo che ha sempre voluto dipingere gli eventi del suo colore preferito, per renderli in questo modo più speciali e di conseguenza indimenticabili.
Non è della stessa opinione il figlio Michael, che sostiene di non conoscere affatto il genitore, e adesso che è vecchio e malato, vorrebbe avere un'ultima possibilità... ma niente da fare. I suoi racconti sono sempre impregnati di giganti, sorelle siamesi, licantropi, paesi in cui la gente cammina scalza e le scarpe sono appese agli alberi.
Alla fine Michael decide di mettere insieme i pezzi narrati della vita del padre e tirare le somme, ricostruendo un'esistenza in cui verrà fuori un grande uomo, con il raro dono di saper sognare ad occhi aperti.
E infine, ancor più importante, scoprirà che tutto quello che sembrava irreale non lo sarà del tutto...

Abbandonato il gotico che tanto caratterizza Tim Burton, eccolo alle prese con un film immaginifico e poetico, una metafora della vita che porta alla riflessione e in grado di emozionare.
Colori vivaci, forti, allegri, in netta opposizione con il grigiore della vita di oggi in cui nessuno è più capace di divertirsi senza un prodotto finito tra le mani: ma dove sono finiti i tempi in cui un bastone era una bacchetta magica con cui si potevano realizzare desideri?
L'evasione non è una via di fuga, ma la vita stessa, il carburante per andare avanti.
Il regista crea una favola, un sogno denso di significati, da vedere e rivedere, da riscoprire a ogni visione, con un sottotesto che si rinnova di continuo.
Il cast è ottimo, Albert Finney e Jessica Lange regalano un momento cult nella scena in cui si immergono vestiti nella vasca da bagno e Ewan McGregor dà prova di grande talento nei panni del giovane Edward Bloom. Ma nessuno è fuori posto, ognuno ha un ruolo ricoperto alla perfezione, vedi Helena Bonham Carter nei panni di una strega nel cui occhio si può vedere la propria morte, o al licantropo Danny De Vito.
Ma la cosa più straordinaria è che questo film affronta temi delicati come il difficile rapporto padre/figlio, la malattia e la morte, e allo stesso tempo è un'iniezione di gioia e ottimismo: un connubio che solo Burton poteva creare.
Non mancano importanti citazione a film indimenticabili, come "8 1/2" e "La Strada" di Fellini, e un chiaro omaggio a "Edward Mani di Forbice" (il preferito del regista) nelle mani meccaniche multiuso che vende il protagonista da giovane, che guarda caso, si chiama allo stesso modo. Coincidenza?
Tim Burton si riassume con una sola parola: geniale.

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Trailer (in italiano)

 


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